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Informazioni su Paolo Calcinari Ansidei

Sono Paolo Calcinari Ansidei, diplomato in Amministrazione Aziendale, classe 1965 e vivo a Rimini. Professione: Consulente Finanziario iscritto all’Albo – Financial Advisor per Azimut Capital Managenemt SGR Spa. Attività: Analisi e pianificazione investimenti finanziari per clienti privati e istituzionali – Pianificazione successoria e previdenziale.

AIM Italia: + 36% da inizio anno con 19 IPO.

In Italia il numero di piccole e medie imprese (PMI) quotate in borsa è modesto sia rispetto al totale delle imprese, sia rispetto agli altri Paesi europei.

Eppure, secondo un recente studio ‘pre Covid’ di Banca d’Italia, nel nostro Paese sarebbero 2800 le PMI “quotabili”.

Il dato storico mostra un dato interessante. Tra il 2009 e il 2019 sui mercati di Borsa Italiana si sono quotate 237 nuove imprese, di cui oltre i tre quarti sul listino AIM Italia, che è proprio il segmento di mercato dedicato alle imprese più piccole ma con alto potenziale di crescita.

Su 19 IPO su AIM Italia nel 2021 ben 10 sono le società italiane approdate su questo listino alternativo e ambizioso: Vantena Smart (società d’Information Technology riuscita nel tempo sia ad affermarsi nel mercato della Cybersecurity – ISIN Vantea SMART  IT0005433765), Almawave (azienda leader nell’intelligenza artificiale e nell’analisi del linguaggio naturale – ISIN Almavawe IT0005434615), Casasold (operativa nel settore immobiliare tradizionale e specializzata in ristrutturazioni di vecchi appartamenti e uffici – ISIN Casasold IT0005437113), A.B.P. Nocivelli (attiva nei servizi di Facility Management per impianti tecnologici, meccanici ed elettrici – ISIN A.B.P. NOCIVELLI S.p.A.IT0005439861), Reevo (cloud provider focalizzato sui servizi di infrastruttura, archiviazione e cyber security – ISIN Reevo IT0005438038), Jonix (progetta, produce e commercializza dispositivi per la sanitizzazione dell’aria indoor –  ISIN Jonix S.p.A IT0005442741), G Rent (operativa nel servizio di noleggio a lungo termine di auto e furgoni – ISIN G Rent IT0005445108 ) nel primo semestre.

Poi ancora, nel secondo semestre: Aton Green Storage (tra le prime aziende italiane attive nel mercato dell’ingegnerizzazione e produzione di sistemi di accumulo per impianti fotovoltaici – ISIN Aton Green Storage IT0005449464), Meglioquesto (comparatore di offerte online nel settore dei servizi – ISIN Meglio Questo IT0005450173), Spindox (attiva nell’ICT (Information & Communication Technology – ISIN Spindox IT0005449522).

I dati ci dicono che la tendenza è positiva. Il capitale complessivo raccolto nei primi 5 mesi 2021 su AIM Italia è stato pari a 62,6 milioni di euro, con una raccolta media di 6,92 milioni di euro (+21,37% rispetto allo stesso periodo 2020).

In questi giorni l’indice AIM si trova intorno quota 10 mila punti e il progresso da inizio 2021 di AIM è pari al 36%. Nel decennio 2009-2019 sono state oltre 170 società che vi hanno debuttato. Un mercato davvero interessante per investire nell’economia reale del nostro Paese.

L’Italia recupera terreno nell’European Innovation Scoreboard 2021.

Le classifiche elaborate sulla base di indicatori hanno diversi limiti. Tuttavia offrono elementi oggettivi di valutazione per analisti, investitori, consulenti finanziari e consulenti patrimoniali che devono prendere decisioni informate.

Lo scorso 21 giugno la Commissione europea ha pubblicato l’European Innovation Scoreboard 2021 che mostra il ranking dell’innovazione in Europa. Il tasso di innovazione in tutta l’UE in  media è aumentato del 12,5% dal 2014. domina la classifica generale Svezia, che continua a essere il leader dell’innovazione dell’UE, seguita da Finlandia, Danimarca e Belgio, tutte con prestazioni di innovazione ben al di sopra della media dell’UE.

L’European Innovation Scoreboard è stato pubblicato per la prima volta nel 2001 e quest’anno ha incluso nuovi indicatori sulla digitalizzazione e la sostenibilità ambientale, rendendo il quadro di valutazione più in linea con le priorità politiche dell’UE.

Cinque stati membri, tra cui l’Italia, hanno registrato un miglioramento delle prestazioni di 25 punti percentuali o più (Cipro, Estonia, Grecia e Lituania).

Secondo il  European Innovation Scoreboard 2021 inItalia Emilia Romagna (in testa), Triveneto, Lombardia, Toscana e Lazio costituiscono il gruppo dei ‘forti innovatori’.

Sempre in tema di classifiche, merita una citazione il Global Innovation Index (GII), che nasce invece dalla collaborazione tra la Cornell University, INSEAD (una delle principali e più grandi business school del mondo) e l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI).

La classifica annuale 2020 con le tendenze dell’innovazione globale in 131 economie nel mondo mostra, per  la prima volta nella top 10, un secondo paese asiatico, la Corea, accanto a Singapore. Ecco la classifica:

  1. Svizzera
  2. Svezia
  3. Stati Uniti
  4. Regno Unito
  5. Olanda
  6. Danimarca
  7. Finlandia
  8. Singapore
  9. Germania
  10. Corea

Per investire nell’innovazione il portafoglio non potrà quindi che essere globale e suddiviso tra società a piccola, media e alta capitalizzazione con strumenti finanziari tradizionali e alternativi.

Tutto questo affiancando una consulenza finanziaria evoluta che in Azimut realizziamo tramite cinque differenti linee di consulenza orientate a varie tipi di strategie a seconda dei profili di rischio con un’assistenza iper-specialistica.

A proposito di innovazione, in Azimut è stato creato un prodotto ad hoc per offrire ai propri clienti un’ulteriore opportunità di diversificazione e di rendimento del proprio portafoglio: si tratta di Digitech Fund, fondo di venture capital assolutamente innovativo e unico sul mercato attivo nel settore del digital B2B italiano. Tutto questo grazie ad una partnership con il Gruppo Gellify, piattaforma di innovazione che connette start-up “B2B” ad alto contenuto tecnologico con aziende tradizionali che conosce profondamente questo tipo di mercato.

Una sinergia che ha consentito a Gellify e Azimut Digitech Fund e un terzo partner (Innovative-RFK, holding di partecipazioni italiana specializzata negli investimenti in startup e quotata su Euronext a Parigi) di entrare nel capitale di Sixth Sense, altra società italiana che propone soluzioni data-driven nel settore delle scienze della vita e dei pagamenti digitali, grazie a competenze particolarmente evolute nel campo dell’intelligenza artificiale.

Sinergie e partnership iper-specialistiche in “stile Azimut” per affrontare e cercare rendimento per gli investitori in settori di nicchia molto promettenti ed evoluti.

Paesi Emergenti: l’analisi di Bloomberg sulla crescita nei prossimi 12 mesi.

Ishika Mookerjee, Farah Elbahrawy e Filipe Pacheco il 5 giugno scorso hanno firmato un articolo su Bloomberg spiegando perché i mercati azionari dei paesi emergenti sono pronti a crescere fino al 20% nei prossimi 12 mesi, performando meglio rispetto ai mercati delle economie sviluppate.

Secondo gli autori, il segnale c’è già in quanto il mese scorso (maggio 2021), per la prima volta da gennaio, il MSCI Emerging Markets (che segue i titoli azionari dei paesi emergenti) ha sovraperformato l’indice MSCI World (che replica i titoli azionari dei paesi sviluppati).

Gli analisti vedono l’indice MSCI EM scambiato a 14 volte gli utili, mentre nelle nazioni sviluppate il multiplo ha una valutazione di circa 20.

A sostenere la tesi di fondo, c’è il ragionamento relativo al miglioramento della crescita economica globale post-pandemia che, secondo gli autori, rende più attrattive le azioni dei paesi in via di sviluppo.

Conosciamo meglio questo indice. L’indice MSCI EM rappresenta le grandi e medie imprese in 27 paesi dei mercati emergenti. Con 1.424 componenti, l’indice copre circa l’85% della capitalizzazione di mercato.

Lanciato il 1° gennaio 2001, nel recente passato l’indice ha toccato un minimo importante a marzo 2020 introno quota 750 punti ed attualmente  si attesta in area 1300 punti. Il peso dei vari settori è il seguente: ICT (20.39%), Finanziari (18.32%), beni di consumo discrezionali1(6.85%), Servizi di Comunicazione (11.36%), Materiali (8.69%),  Beni di consumo di base (5.74%), Health Care (4.98%), Energy (4.85%), Industria (4.68%), Immobiliare (2.13%), Utilities (2%).

Non era così in passato. Basti pensare che nel 2010 i settori della tecnologia, dei beni di consumo voluttuari e delle comunicazioni rappresentavano complessivamente il 27%!

Per quanto riguarda l’esposizione nei vari paesi, il peso del MSCI EM è il seguente: Cina (37.59%), Taiwan (13.87%), Corea del Sud (13.04%), India (9.96%), Brasile (4.97%) e altri (20.56%).

I rendimenti 2021 in euro a un anno di moltissimi fondi che investono nei paesi emergenti in hanno rendimenti rilevanti, ben oltre il 50%.

I mercati emergenti sono un’opportunità? La risposta è affermativa, ed è così da molto tempo. Si tratta di mercati che sono cambiati rispetto al passato e oggi sono catalizzatori di numerose opportunità in diversi settori.

Il Gruppo Azimut per rispondere a questo tipo di esigenza, ha scelto di creare una gamma di prodotti che mirano ad investire  in  economie emergenti e/o in rapido sviluppo sfruttando l’esperienza dei team di gestione che operano in loco. L’approccio è ‘geografico’ con investimenti attivi in azioni in forte crescita emesse da società che hanno sede principale e/o che svolgono una parte significativa delle loro attività economiche nei singoli paesi.

Le soluzioni ‘geografiche’ di Azimut sono:

    AZ Fund 1 – AZ Equity – China 

    AZ Fund 1 – AZ Equity – Asean

    AZ Equity – Brazil Trend

    AZ Equity – Emerging Latin America

    AZ Fund 1 – AZ Equity – Egypt

    AZ Fund 1 – AZ Allocation – Turkey

Si tratta di comparti lussemburghesi di Azimut Investments S.A., la società che ha istituito AZ Fund 1 e AZ Multi Asset, che complessivamente offrono agli investitori circa 100 comparti.

Investire nel digitale ‘made in Italy’ con gli Eltif

Gli ELTIF (European long term investment fund) sono ancora poco utilizzati e di nicchia, ma ci sono novità in arrivo. Questa categoria di fondi è stata introdotta a livello europeo nel 2015.  Si tratta di fondi chiusi che hanno durate lunghe (6-8 anni e oltre) e investono in piccole e medie imprese non quotate.

Per fare un esempio, in Azimut abbiamo AZ ELTIF – ALIcrowd istituito da Azimut Investments SA e gestito in delega da Azimut Libera Impresa. E’ nato proprio con l’obiettivo di consentire agli investitori privati di partecipare alla crescita delle più interessanti startup e PMI innovative italiane protagoniste dello sviluppo tecnologico industriale del nostro Paese. Il fondo di venture capital ALIcrowd ha una  durata pari a 8 anni e un patrimonio di 25 milioni di euro.

Proprio nei giorni scorsi è stata riresa da tutti i media specializzati, la notizia della collaborazione tra ALIcrowd e Mamacrowd, la più importante piattaforma italiana per investimenti in equity crowdfunding; partnership che è entrata nel vivo con il primo co-investimento da parte di ALIcrowd di 1 milione di euro su Fessura, pmi innovativa marchigiana che sta rivoluzionando il mondo delle calzature.

Una notizia che non può certo passare inosservata all’investitore evoluto attento a chi affidare i propri capitali.

Il team di analisti che ha presentato al comitato di ALICrowd l’investimento in Fessura, lo ha fatto dopo avere vagliato attentamente tutta una serie di candidature scegliendo solo quelle ritenute in linea con gli interessi degli investitori.

A fare la differenza nei fondi chiusi di venture capital è proprio il lavoro di selezione per individuare le aziende giuste sulle quali investire per trovare quelle che, con ogni probabilità, avranno performance decisamente superiori alla media di altre imprese italiane che hanno un approccio troppo indeciso, ad esempio, sull’uso delle tecnologie ICT.

Come scrivevo in apertura di articolo, gli ELTIF sono strumenti ancora poco utilizzati e il futuro è in evoluzione. Le ultime stime parlano di una raccolta ELTIF in Italia per l’anno in corso di  2 miliardi di euro, nulla rispetto alla grande liquidità presente in Italia.

Il fatto di essere chiusi e illiquidi non li rende certamente adatti a tutti. Ed è per questo che vanno inseriti sulla base di una corretta pianificazione finanziaria. Molto dipenderà anche da come l’industria del risparmio gestito li saprà proporre. Per ora sono un mercato di nicchia, sicuramente sono fondi per la clientela private e benestante (HNWI).

A livello europeo, EFAMA, l’European Fund and Asset Management Association, certifica che in UE ne sono stati istituiti circa 28, sempre con masse in gestione mediamente inferiori a due miliardi di euro. Numeri che attestano come il regolamento ELTIF non abbia ancora raggiunto l’obiettivo di stimolare gli investimenti europei a lungo termine nell’economia reale.

Anche per questo motivo nel febbraio scorso l’ESMA, l’autorità di regolamentazione dei mercati mobiliari dell’UE, ha interpellato la Commissione europea sulla revisione del regolamento degli ELTIF in ben quattro aree: beni e investimenti ammissibili, processo di autorizzazione, composizione e diversificazione del portafoglio, riscatti, prospetto e informativa sui costi. La proposta legislativa della Commissione è attesa per il terzo trimestre 2021.

Capitali privati, Pmi non quotate ed economia reale, ecco i dati 2020.

Le soluzioni d’investimento legate all’economia reale in Azimut hanno assunto un ruolo crescente.

Si tratta di soluzioni che hanno come obiettivo la ricerca di un rendimento decorrelato rispetto all’andamento del mercato.

Eccone alcuni in questo periodo sottoscrivibili e che fanno parte della vasta gamma di investimenti alternativi di Azimut:

  1. AZ Eltif – Digital Lending e Azimut Private Debt Multistrategy (Private debt)
  2. AZ Eltif – Peninsula Tactical Opportunity (Private equity)
  3. Az Fund 1 Az Equity – Future Opportunities (Liquid Alternative)

Come sta andando il settore del Private Equity e del Private Debt in Italia? I principali protagonisti hanno di recente raccontato che cosa sta accadendo sul mercato riportando tutto sulla piattaforma online K4G, nata per iniziativa di AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) da cui ho tratto alcuni dati salienti.

Un settore sempre più monitorato e con dati attendibili in particolare dal 2016 da quando cioè la raccolta dei dati che si riferiscono al mercato italiano del private equity e venture capital è realizzata attraverso il database, “European Data Cooperative – EDC” che è omune alle principali associazioni di categoria europee.

Private Equity, Venture Capital e Private Debt. I dati 2020.

Nel corso del 2020 gli operatori italiani hanno raccolto 2,6 miliardi di euro contro gli 1.6 dell’anno precedente. Gli operatori che hanno fatto attività di raccolta sono stati 27, contro i 22 del 2019.

Interessante entrare nel merito della tipologia di operazioni realizzate. Al primo posto c’è l’early stage (la primissima fase di una start up “in fase pre-money” che sta ancora lavorando allo sviluppo del suo primo prodotto); segue il leveraged buyout (acquisto a debito di quota di maggioranza di una società); le operazioni di expansion sono state 40.

In termini di ammontare, invece, i buy out hanno continuato a rappresentare il comparto del mercato verso il quale è confluito la maggior parte delle risorse: (4.4 miliardi), seguiti dagli investimenti in infrastrutture (1,3 miliardi) e dal segmento dell’early stage (378 milioni).

Tutti dati che confermano la tendenza positiva del settore. Grazie a chi investe nei mercati dei capitali privati, le piccole e medie imprese possono accedere a forme di finanziamento alternative al classico canale bancario e utilizzare al meglio queste risorse per crescere, innovare e internazionalizzarsi. Un processo veramente virtuoso che mette in comunicazione diretta capitali privati, Pmi non quotate ed economia reale.

Il consiglio più importante nella consulenza patrimoniale?

Come ho già sottolineato in un precedente post, la pandemia da Covid-19 ha spinto famiglie facoltose, imprenditori e rentier a rivolgersi a un consulente patrimoniale.

Per fare cosa, concretamente?

Per la consulenza patrimoniale in Azimut abbiamo due servizi a disposizione dei clienti:

  1. Servizio Analisi Generazionale (SAG) che analizza tutti gli aspetti legati alla successione dell’intero asse ereditario.
  2. Servizio di Analisi famiglia imprenditrice (SAF) che con un modello realizzato in collaborazione con il CeRif dell’Università Cattolica di Milano analizza la situazione patrimoniale ed economica della famiglia presente e futura.

Più in generale, è bene ricordare che il campo d’azione del consulente patrimoniale è ampio, la visione è multidisciplinare pertanto si avvale di tutta una serie di collaborazioni per la verticalità su alcune competenze come, ad esempio, gli aspetti fiscali e la parte giuridica (diritto societario).

Sono molti gli strumenti che l’ordinamento italiano e l’industria del risparmio gestito e degli investimenti mettono a disposizione per chi vuole consapevolmente pianificare, proteggere e organizzare al meglio la vita personale, familiare e aziendale.

Ecco un elenco degli strumenti per la pianificazione finanziaria:

  • Holding familiare
  • Trust
  • Atto di destinazione
  • Fondo Patrimoniale
  • Patto di Famiglia
  • Donazioni
  • Testamento
  • Trust immobiliare
  • Fondi Pensione
  • Polizze Vita

Il consulente finanziario esperto deve conoscere le caratteristiche generali di questi strumenti. Così come è essenziale ascoltare il cliente, cogliere le sue esigenze e leggere anche ‘tra le righe’ per dare piccoli e grandi consigli su aspetti che possono essere sotto o sopra dimensionati.

Ad ogni modo il primo passo è sempre fare un check up finanziario e patrimoniale completo perchè la pianificazione finanziaria efficace che nulla ha a che vedere con la capacità di ‘prevedere’ la tendenza dei mercati finanziari, dei tassi d’interesse de delle valute. La finanza comportamentale ha ampiamente dimostrato come le emozioni e gli errori cognitivi possono influenzare negativamente le decisioni d’investimento.

Gli strumenti che ho citato, anche in combinazione tra di loro, consentono di raggiungere anche più obiettivi in contemporanea, come ad esempio:

  1. Creare una rendita vitalizia indipendente per sé o per altri.
  2. Separare il patrimonio personale da quello aziendale.
  3. Tutelare soggetti deboli.
  4. Controllare il governo societario evitando possa finire in mani indesiderate.
  5. Compiere accordi intergenerazionali.
  6. Ottimizzare gli aspetti fiscali.
  7. Patrimonializzare l’azienda.
  8. Fare pianificazione previdenziale.
  9. Ottimizzazione la tassazione ereditaria.
  10. Proteggere il patrimonio immobiliare da possibili azioni da parte di terzi creditori.

Il consiglio più importante? Analizzare la situazione e agire per tempo, quando le cose in azienda e nella vita privata vanno bene quindi ben prima che siano sorti, o possano sorgere, problemi o sia proclamato o reso ufficiale uno stato di crisi.