I gestori di fondi tornano a comprare azioni ma la quota cash è ancora elevata

I gestori di fondi tornano a comprare azioni ma la quota cash è ancora elevata.
Il recente sondaggio mensile di Bank of America Merrill Lynch evidenzia che i gestori di fondi sono tornati a comprare azioni, spingendo l’allocazione totale sul comparto azionario ai massimi da 6 mesi. Dopo i timori post-estivi a quanto pare la fiducia dei gestori è tornata, ma la quota di cash nei portafogli rimane ancora elevata.

Uno dei tanti modi per misurare il sentiment degli investitori sono anche le preferenze dei gestori di fondi, raccolte mensilmente da Bank of America Merrill Lynch, le quali, come tutti gli altri indicatori di sentiment, vanno lette in termini “contrarian” quando raggiungono livelli estremi.
Ad esempio nel pieno della recente turbolenza dei mercati finanziari i gestori di fondi hanno portato a settembre la quota di cash nei portafogli a livelli estremi (5,5%), ai massimi da 6 anni, mentre la quota investita in azioni veniva ridotta ai minimi da 3 anni.

Da allora la quota cash si è ridotta al 4,9% dopo aver stazionato sopra il 5% per 4 mesi consecutivi, mentre i gestori che si sono dichiarati in sovrappeso sulle azioni sono passati dal 17% di settembre al 43% attuale.

baml cash

baml equities
I mercati azionari emergenti rimangono molto lontani dalle preferenze dei gestori di fondi.
La percentuale dei gestori che si è dichiarata in sovrappeso su questi mercati è scesa al 3° più basso gradino nella storia del sondaggio (-31%). Una situazione simile si era verificata solo all’inizio del 2014, anticipando alcuni mesi di forte sovraperformance rispetto all’azionario globale.

baml EM

Nonostante lo scetticismo dei gestori degli ultimi 7 mesi le azioni americane continuano a sovra-performare quelle globali. Lo scetticismo si è ridotto rispetto ai mesi precedenti ma il recente sondaggio conferma un generale sottopeso nei portafogli dei fondi sulle azioni US.

baml US
Non ci si dovrà stupire quindi se le azioni US nei prossimi mesi possano fare meglio di quelle dell’Euro Zona, sulle quali invece, complice l’attesa per le manovre della BCE, i gestori di fondi si trovano molto sovrappesati a +58% poco sotto il picco il +60% di marzo.

BAML EZ

Riepilogando le preferenze dei gestori a livello di asset location regionale e settoriale si conferma un elevato pessimismo sui mercati emergenti, sui settori legati alle materie prime (Energy/Materials) e sui settori difensivi, mentre vi è un certo ottimismo sull’Europa e sui settori ciclici, finanziari e tecnologia, neutralità su USA, Giappone e in generale sull’azionario.

 

baml assets

 

Investitori americani nervosi – Parte 2

Anche gli investitori americani evidentemente si fanno influenzare negativamente, come quelli europei, dall’incertezza sul futuro della Grecia.
La reazione al contenuto ribasso degli indici Usa, che hanno mostrato una maggior forza relativa rispetto a quelli europei, è stata simile a quando nel passato i ribassi sono stati a doppia cifra.
Il sondaggio AAII (American Association of Individual Investors) nell’ultima settimana, insieme alla riduzione dell’investimento in azioni e all’aumento del cash, ha mostrato un netto calo dei rialzisti, scesi al 20%. Si tratta del più basso livello dall’11 aprile 2013 quando i rialzisti scesero al 19,31%.

aaii bull

Il sondaggio tra gli investitori privati, al pari ad esempio del Vix e dei Put/Call ratios, è considerato un indicatore “contrarian”. Pochi rialzisti sottintendono aspettative positive per il mercato azionario, viceversa il contrario.
Il massimo delle condizioni favorevoli sarebbe vedere una contestuale maggioranza di ribassisti, che nella passata settimana sono comunque cresciuti ai massimi da ottobre 2014 a quota 32,6%.

aaii bear

Il grafico seguente mostra la performance a distanza di un anno dell’S&P 500 dopo che i rialzisti dell’AAII sono scesi sotto il 21%. Nei casi in cui valori bassi dei rialzisti si sono susseguiti più volte nell’arco di un mese si è preso il valore più basso.
Fatta eccezione per i 2 casi precedenti la crisi finanziaria del 2008 (gennaio e marzo 2008), in tutti gli altri casi (25 su 27 dal 1987) la performance a distanza di un anno è stata positiva, in media del 17,34%.

low sentiment forward return

Generalmente le correzioni sul mercato azionario Usa, considerate tali quando raggiungono almeno il -10%, non si verificano quando la maggioranza degli investitori se l’aspetta, come ora.

L’attuale allocazione dei gestori di fondi

Ogni mese al sondaggio di Bank of America – Merrill Lynch partecipano i principali gestori di fondi globali, che amministrano asset totali per 600 miliardi di dollari.
Le differenti opinioni espresse nel sondaggio sono un valida misura del “sentiment” degli investitori più professionali.
E’ risaputo che gli indicatori di “sentiment” spesso si dimostrano anticipatori “contrarian” dell’evoluzione dei mercati finanziari, come nel caso della quota di liquidità (cash) presente nei portafogli dei gestori di fondi, di cui il grafico seguente.

Quando i mercati azionari subiscono ribassi, la quota “cash” nell’asset allocation aumenta, segnalando che i gestori sono diventati prudenti o pessimisti, viceversa quando i mercati azionari beneficiano di rialzi, la quota “cash” diminuisce, segnalando che i gestori aumentano il rischio azionario nei loro fondi.

Dopo aver fornito un segnale di acquisto, con livelli estremi (sopra 5%), in Agosto, Ottobre e a Dicembre, anche ad aprile la quota “cash” si è mantenuta sopra il 4,5%.

BAML Cash April 15

La prudenza manifestata con l’attuale quota “cash” elevata viene messa in discussione dalla quota totale detenuta in azioni, che per 3 mesi consecutivi si è attestata oltre 1 deviazione standard dalla media storica. Nel passato, dopo simili circostanze, il rapporto rischio/rendimento dell’azionario globale non è stato favorevole nei mesi successivi.

Il sovrappeso dell’azionario, da parte dei gestori globali, è leggermente sceso rispetto a marzo, dal +58% al +54%. Trattasi comunque del 3° picco estremo dall’inizio del bull market iniziato 6 anni fa.

BAML Equities April 15

Nel dettaglio i gestori di fondi hanno ridotto il sottopeso sulle azioni Usa, dal -19% di marzo, il livello più basso dal gennaio 2008, al -12%. In termini “contrarian” le azioni Usa potrebbero fare meglio nei prossimi mesi di quelle europee e giapponesi.

BAML US April 15

Dopo il record storico nel mese di marzo (+60%) il sovrappeso delle azioni dell’Area Euro è sceso in aprile a +46%, segno che i gestori hanno in parte preso profitto su questa area. Sulla base dell’esperienza del sondaggio (dal 2006) gli attuali livelli di sovrappeso anticiperebbero un periodo di sotto-performance delle azioni dell’Area Euro.

BAML EZ April 15

I gestori di fondi si aspettano che le azioni giapponesi beneficino dell’attuale politica espansiva della banca centrale del Giappone. Questo è quanto risulta dal sovrappeso in azioni giapponesi, il quale si è mantenuto su livelli elevati (+38%) negli ultimi mesi, mai visti dall’aprile 2006.

BAML J April 15

A dispetto della recente buona performance dei mercati emergenti, i gestori di fondi hanno aumentato il loro sottopeso nell’area, portandolo a -18%.
Il triplo minimo della forza relativa dei mercati emergenti vs azioni globali (grafico nero) sarà sufficiente ad invertire il trend di sfiducia dei gestori iniziato nel 2011?
L’investitore “contrarian” risponderebbe di si.

BAML EEM April 15

Le opposte preferenze dei gestori di fondi non solo si manifestano tra le diverse aree geografiche ma anche tra i settori, preferiti quelli a beta elevato (technology, discretionary, banks), sottopesati quelli difensivi (energy, telecoms, staples) oltre ai materials.

BAML Allocations April 15

A questo punto si può ben intuire quali cambiamenti nell’asset allocation dei fondi può determinare un ripiegamento del Dollaro Usa, considerato che il 1° aumento dei tassi Fed si sta allontanando anzichè avvicinarsi, a tutto vantaggio delle asset class emergenti, delle materie prime e relativi settori, ma anche delle multinazionali Usa le cui quotazioni sono state penalizzate negli ultimi mesi proprio dalla forza del Dollaro. Un cambio Euro/Dollaro in recupero sarebbe poi negativo per le azioni dell’Area Euro, scontando una minore competitività dell’export.
Evoluzione dei mercati a cui i gestori di fondi non sembrano per nulla essere preparati.