Capitali privati, Pmi non quotate ed economia reale, ecco i dati 2020.

Le soluzioni d’investimento legate all’economia reale in Azimut hanno assunto un ruolo crescente.

Si tratta di soluzioni che hanno come obiettivo la ricerca di un rendimento decorrelato rispetto all’andamento del mercato.

Eccone alcuni in questo periodo sottoscrivibili e che fanno parte della vasta gamma di investimenti alternativi di Azimut:

  1. AZ Eltif – Digital Lending e Azimut Private Debt Multistrategy (Private debt)
  2. AZ Eltif – Peninsula Tactical Opportunity (Private equity)
  3. Az Fund 1 Az Equity – Future Opportunities (Liquid Alternative)

Come sta andando il settore del Private Equity e del Private Debt in Italia? I principali protagonisti hanno di recente raccontato che cosa sta accadendo sul mercato riportando tutto sulla piattaforma online K4G, nata per iniziativa di AIFI (Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt) da cui ho tratto alcuni dati salienti.

Un settore sempre più monitorato e con dati attendibili in particolare dal 2016 da quando cioè la raccolta dei dati che si riferiscono al mercato italiano del private equity e venture capital è realizzata attraverso il database, “European Data Cooperative – EDC” che è omune alle principali associazioni di categoria europee.

Private Equity, Venture Capital e Private Debt. I dati 2020.

Nel corso del 2020 gli operatori italiani hanno raccolto 2,6 miliardi di euro contro gli 1.6 dell’anno precedente. Gli operatori che hanno fatto attività di raccolta sono stati 27, contro i 22 del 2019.

Interessante entrare nel merito della tipologia di operazioni realizzate. Al primo posto c’è l’early stage (la primissima fase di una start up “in fase pre-money” che sta ancora lavorando allo sviluppo del suo primo prodotto); segue il leveraged buyout (acquisto a debito di quota di maggioranza di una società); le operazioni di expansion sono state 40.

In termini di ammontare, invece, i buy out hanno continuato a rappresentare il comparto del mercato verso il quale è confluito la maggior parte delle risorse: (4.4 miliardi), seguiti dagli investimenti in infrastrutture (1,3 miliardi) e dal segmento dell’early stage (378 milioni).

Tutti dati che confermano la tendenza positiva del settore. Grazie a chi investe nei mercati dei capitali privati, le piccole e medie imprese possono accedere a forme di finanziamento alternative al classico canale bancario e utilizzare al meglio queste risorse per crescere, innovare e internazionalizzarsi. Un processo veramente virtuoso che mette in comunicazione diretta capitali privati, Pmi non quotate ed economia reale.