Investitori americani nervosi – Parte 2

Anche gli investitori americani evidentemente si fanno influenzare negativamente, come quelli europei, dall’incertezza sul futuro della Grecia.
La reazione al contenuto ribasso degli indici Usa, che hanno mostrato una maggior forza relativa rispetto a quelli europei, è stata simile a quando nel passato i ribassi sono stati a doppia cifra.
Il sondaggio AAII (American Association of Individual Investors) nell’ultima settimana, insieme alla riduzione dell’investimento in azioni e all’aumento del cash, ha mostrato un netto calo dei rialzisti, scesi al 20%. Si tratta del più basso livello dall’11 aprile 2013 quando i rialzisti scesero al 19,31%.

aaii bull

Il sondaggio tra gli investitori privati, al pari ad esempio del Vix e dei Put/Call ratios, è considerato un indicatore “contrarian”. Pochi rialzisti sottintendono aspettative positive per il mercato azionario, viceversa il contrario.
Il massimo delle condizioni favorevoli sarebbe vedere una contestuale maggioranza di ribassisti, che nella passata settimana sono comunque cresciuti ai massimi da ottobre 2014 a quota 32,6%.

aaii bear

Il grafico seguente mostra la performance a distanza di un anno dell’S&P 500 dopo che i rialzisti dell’AAII sono scesi sotto il 21%. Nei casi in cui valori bassi dei rialzisti si sono susseguiti più volte nell’arco di un mese si è preso il valore più basso.
Fatta eccezione per i 2 casi precedenti la crisi finanziaria del 2008 (gennaio e marzo 2008), in tutti gli altri casi (25 su 27 dal 1987) la performance a distanza di un anno è stata positiva, in media del 17,34%.

low sentiment forward return

Generalmente le correzioni sul mercato azionario Usa, considerate tali quando raggiungono almeno il -10%, non si verificano quando la maggioranza degli investitori se l’aspetta, come ora.

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