L’extra rendimento dei mercati privati e della finanza alternativa

Il futuro è sempre in divenire pertanto, se c’è un luogo dove il domani si costruisce, è proprio all’interno del grande contenitore che chiamiamo, per comodità e sintesi, economia reale.

Come s’investe in economia reale?

Qual è la principale differenza con l’economia finanziaria?

Si può investire in economia reale in diversi modi.

Vediamoli.

Alcuni tradizionali, noti da tempo, come ad esempio l’acquisto di un titolo azionario quotato in borsa per incassare i dividendi e sperare nella crescita di valore del titolo stesso.

Altre vie sono più innovative, come gli investimenti in PMI non quotate accedendo ai mercati privati (Private Debt, Private Equity, Venture Capital, Club Deal).

Altri più innovativi ancora, come l’investimento in Security Tokens, strumenti finanziari in formato digitale.

Azimut stessa ha appena lanciato sul mercato Azim, un portafoglio di prestiti alle PMI italiane supportato dalla protezione del fondo centrale di garanzia.

Secondo una recente stima entro il 2026 il settore Security Tokens potrebbe raccogliere 70 miliardi di dollari (nel 2020 la raccolta è stata di 3 miliardi di dollari). Sicuramente uno strumento straordinario che consente di creare l’asset allocation del futuro.

Ma andiamo con ordine.

Perchè investire in economia reale?

Partiamo da un dato.

In Italia le aziende private valgono l’80% del Pil e il 70% dell’occupazione.

Sono in gran parte PMI non quotate che negli ultimi anni (anche pre Covid) hanno sofferto tantissimo l’impossibilità di ricevere dal sistema bancario il credito necessario per sviluppare la crescita.

Le banche, tendenzialmente, preferiscono prestare denaro ad aziende consolidate, con flussi di cassa storici stabili e positivi e quasi mai “osano” andare oltre.

Fortunatamente per le PMI (e per gli investitori di capitale) negli anni qualcosa è cambiato.

Anche se i dati sui private market in Italia sono ancora molto contenuti rispetto alla media di altri Paesi europei, oggi accedere ai mercati privati (debt ed equity) è molto più semplice ed è possibile farlo ance tramite gli strumenti del risparmio gestito con soglie d’accesso non più proibitive come un tempo quando tali mercati erano accessibili solo dagli investitori istituzionali.

I mercati privati, a mio avviso, più che un’alternativa, sono una strada obbligata per avere rendimenti accettabili ed extra rendimento nel medio lungo termine (7-10 anni) e sopravvivere così nel mondo dei tassi zero o addirittura negativi.

Perchè sui mercati finanziari oggi si corrono, spesso, alti rischi e bassi rendimenti?

Una motivazione è legata alla simmetria informativa.

Oggi nel mondo tutti hanno le medesime informazioni, nello stesso istante. Questa crea simmetria informativa che determina anche un aumento della volatilità.

Sui mercati privati, invece, accade l’opposto.

C’è ancora asimmetria informativa in grado di generare valore per l’investitore. Questo a maggior ragione nei paesi emergenti.

I mercati privati e gli strumenti di finanza alternativa si possono approcciare facilmente, meglio però farlo con il supporto di un consulente finanziario aggiornato e sempre coerentemente con la propria pianificazione finanziaria.

Un alto aspetto fondamentale da tenere presente, è la qualità e le competenze della società di asset managment e delle collaborazioni istituzionali di cui dispone.

Nel caso di AZIM, il Token di Azimut, è stato realizzato in collaborazione con Sygnum, la prima banca di asset digitali al mondo e specialista in asset digitali a livello mondiale.