Quale modello per la consulenza patrimoniale?

La pandemia da Covid-19 ha sicuramente tolto il velo e contribuito moltissimo a spingere famiglie facoltose, imprenditori e rentier (chi vive già di rendita) a rivolgersi a un consulente patrimoniale.

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Negli ultimi dodici mesi, infatti, è aumentata la consapevolezza sui rischi cui siamo esposti, della fragilità della salute e, sul piano aziendale, di come catene di valore si possono anche spezzare improvvisamente con repentini cambi di paradigma.

Perchè parlo di consulente patrimoniale e non di consulente finanziario in senso stretto?

Oggi la priorità non è più, solo e soltanto, la performance in senso stretto del portafoglio finanziario. Quanto piuttosto tutta una serie di aspetti che con questo e altri articoli va ad analizzare.

Procedendo con ordine, vediamo prima di tutto chi è e di che cosa di occupa il consulente patrimoniale.

E’ sicuramente un consulente finanziario molto esperto che ha le competenze per affrontare a tutto tondo le esigenze dei propri clienti. Ha conoscenze  di base di tipo giuridico, economico, finanziario, fiscale e societario ma soprattutto è aggiornato sulle evoluzioni delle normative.

Il campo d’azione del consulente patrimoniale è dunque ampio e la sua attività è rivolta sia alle famiglie sia alle imprese, quindi persone fisiche e a quelle giuridiche.

Imprenditori e famiglie facoltose sono totalmente e quotidianamente immersi e toccati da questioni e problematiche civilistiche, fiscali ed economiche che s’intrecciano continuamente; e ogni scelta ha sempre degli impatti sul presente e sul futuro.

Una crisi di coppia, la fine di un matrimonio o di un’unione civile, i figli che non vogliono seguire le scelte dei genitori, la presenza nel nucleo familiare di soggetti deboli, l’azienda in difficoltà (per cause dipendenti o indipendenti dalle scelte dell’imprenditore), sono solo alcune delle situazioni che possono portare una persona a dirimere questioni delicate con l’aiuto del consulente patrimoniale.

Poi c’è il legislatore che, in autonomia o sollecitato dai cambiamenti che avvengono nella società, interviene per risolvere o prevenire contenziosi derivanti da vuoti normativi su situazioni complesse a tutela di interessi specifici come è accaduto, ad esempio, nel 2016 con la legge Cirinnà per le Unioni di fatto (Legge 20 maggio 2016 n. 76 ) e la legge del “Dopo di noi” (Legge 25 giugno 2016 n.112) per l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità grave.

Qual è quindi l’oggetto della consulenza patrimoniale?

In sintesi possiamo dire che l’oggetto è proteggere il presente e il futuro dei soggetti interessati all’interno e oltre il nucleo familiare con azioni concrete, tutelare il patrimonio mobiliare e immobiliare dai rischi (incluse le aggressioni di terzi), garantire la prosperità dell’attività professionale e imprenditoriale e il tenore di vita a cui si è abituati.

L’attività del consulente patrimoniale è dunque rivolta sia alle famiglie che alle imprese, ovvero alle persone fisiche e a quelle giuridiche ed è di carattere interdisciplinare.

Come avviene una consulenza patrimoniale? La fase preliminare di studio prevede tre momenti fondamentali:

  • Analisi della situazione familiare, patrimoniale e lavorativa.
  • Mappatura dei rischi e l’individuazione degli strumenti in essere.
  • Valutazioni relative alla gestione della ricchezza (Wealth Managment).

A questo punto il consulente patrimoniale è sicuramente in grado di tracciare gli elementi di base per una pianificazione patrimoniale che andranno a toccare aspetti finanziari e non finanziari (assicurativi, previdenziali, immobiliari, fiscali, legali e successori) tutti da approfondire singolarmente.

Il modello della consulenza patrimoniale possiamo in definitiva paragonarlo a quello svolto dai Family Office. Alcuni dati possono chiarire meglio. Secondo una survey presentata alla sesta edizione del Family Office Forum 2020 su un campione di 36 tra i più importanti Family Office (FO) con sede legale in Italia e nella Svizzera italiana, il 68% dei FO offre servizi di consulenza generale, dove solo l’attività di financial planning è svolta prevalentemente “in house”. Gran parte dei servizi di consulenza generale sono esternalizzati, in particolare: estate planning (27%), tax planning (41%), insurance planning (36%) e i servizi legali (55%).