Rischio debito Italia in calo (nel breve termine…..)

Le aste di ieri sui Bot Italiani hanno probabilmente marcato un “turning point” per il rischio debito Italia.
Saranno state le aperture della Merkel, manifestate nella conferenza stampa successiva all’incontro con il PM Monti a Berlino del giorno prima, sulla possibilità di aumentare la dotazione del fondo salva stati permanente (ESM), sta di fatto che gli investitori sono tornati a comprare titoli di stato italiani, soprattutto a breve termine, accettando questa volta tassi in netto calo.
Una conferma del miglioramento evidenziato già nel mese di Dicembre con il varo della manovra finanziaria.
(tasso Italia 1 anno)

 

(tasso Italia 2 anni)
Ormai tutti considerano lo spread Btp/Bund quale barometro del rischio sul debito Italia, ma tra gli esperti si guardava con maggiore apprensione all’elevato livello dei tassi a breve termine, che a fine novembre sulla scadenza 1 anno aveva superato l’8%, ma anche alla curva dei tassi italiani che in quel periodo era invertita, cioè i tassi a breve erano superiori a quelli a lungo termine.
Una curva dei tassi invertita o negativa è un brutto segnale e implica dal punto di vista della solvibilità di un emittente un rischio default che si avvicina a passi veloci.
Ieri il Tesoro Italiano ha collocato 8,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi con un tasso che si è più che dimezzato rispetto all’asta di Dicembre, al 2,7% di gran lunga inferiore a quello raggiunto sul mercato secondario a novembre all’8,5% prima dell’incarico all’attuale governo tecnico di Mario Monti.
Probabilmente un contributo al buon esito dell’asta Boti può essere motivato anche dal fatto che ora le banche italiane, finanziandosi a tassi dell’1% alla BCE per importi illimitati e fino a 3 anni, hanno approfittato dei tassi a breve nettamente superiori offerti dal Tesoro Italiano.
Analizzando ora la curva dei tassi italiani, non più invertita, si può dire che il rischio default dal breve termine si è spostato sul lungo termine dato che ora la curva è molto ripida tra le scadenza 3 mesi e 10 anni.
Il grafico seguente confronta la curva dei tassi italiani di ieri (bianco) con quella di un mese fa (arancio), possiamo notare il cambio netto sul breve termine, con il tasso a 3 mesi sceso dal 5% a poco sopra l’1% e il tasso a 1 anno sceso dal 5,7% al 3%
Insomma i problemi, con l’ammontare del debito enorme dell’Italia e le prospettive di recessione, sono stati rimandati e tutt’altro che risolti.
La soluzione alla crisi del debito dell’Area Euro a questo punto non può che essere Europea e non demandata ai singoli stati.

 

 

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