Trust e Holding: ecco perché utilizzarli contemporaneamente.

Come ho già avuto modo più volte di rilevare, l’imprenditore ha fondamentalmente due necessità:

1) Tutelare il patrimonio aziendale.

2) Tutelare il patrimonio personale.

Per raggiungere questo obiettivo non esistono soluzioni standard. Holding e trust, tuttavia, negli ultimi anni sono stati molto utilizzati, nella maggior parte dei casi separatamente. In realtà, sono sicuramente due strumenti giuridici complementari che possono quindi essere utilizzati congiuntamente, sfruttando i vantaggi di entrambi.

L’holding, infatti, permette all’imprenditore di perseguire la tutela del patrimonio aziendale mentre con il trust l’imprenditore ha la possibilità di separare e segregare il patrimonio personale.

Tuttavia l’holding non tutela dal fatto che, in sede successoria, parti del capitale arrivino a discendenti non graditi. Così come il trust, ad esempio, non consente l’esercizio di funzioni di direzione e coordinamento in azienda da parte di membri della famiglia.

Non esistendo quindi uno strumento ‘perfetto’ e tanto meno una soluzione valida e adottabile in tutte le situazioni, la tutela del patrimonio e al passaggio generazionale deve essere pianificata in anticipo rivolgendosi ad advisor legali e fiscali.

In Azimut è possibile usufruire dei servizi di consulenza articolati in quattro aree complementari e funzionali all’attività di consulenza finanziaria e patrimoniale che svolgo in prima persona. Il nostro cliente ha quindi l’opportunità di avere al proprio fianco professionisti del settore fiscale-legale, real estate e assicurativo presenti sul territorio.

In Italia i dati più recenti ci dicono che oltre il 20% delle imprese è interessato al fenomeno del ‘passaggio generazionale’ nel periodo compreso tra il 2013 e il 2023. Sarebbe auspicabile che un numero crescente di imprenditori si attivasse per tempo per affrontare questa fase per cercare di migliorare un dato che in Italia è storicamente preoccupante: l’87% delle imprese non sopravvive alla seconda generazione.

In Italia, ed è attualità di questi anni, ci sono diverse dinastie che devono pianificare il futuro di veri e propri imperi. Tra i più importanti c’è quello della famiglia Agnelli-Elkann con decine di business tutti facenti capo alla holding olandese Exor. Si parla di qualcosa come un centinaio di eredi e oltre 12 gruppi, rappresentativi di altrettanti rami familiari. Una questione a cui Giovanni Agnelli (fondatore della Fiat) pensò per tempo quando nominò il giovanissimo John Elkann nel board di Fiat e dell’accomandita di famiglia. Era il 1997.