S&P 500 2001-2021: venti anni di boom.

Quando l’11 settembre 2001 le Torri Gemelle a New York crollavano, l’S&P era intorno ai 1.100 punti. Il minimo arrivò nel febbraio del 2002 a 768 punti. Oggi l’indice S&P è a 4.500. Sono dati che fanno davvero impressione. Chi ha investito dopo il crash oggi ha un total return superiore al 500 per cento. Cosa ci possiamo aspettare da adesso in poi?

Ovviamente previsioni sui mercati finanziari a lungo raggio ci sono, ma come sempre occorre prudenza. Tuttavia diamo uno sguardo ad alcuni recenti dati che fanno da cornice a questo trend positivo dei mercati finanziari.

Il World Economic Outlook di luglio ha confermato al +6% le previsioni di crescita del Pil nel mondo per il 2021 e alza al 4,9% quelle per il 2022 (contro il 4,4% stimato ad aprile). Nell’Eurozona il Pil salirà del 4,6 e del 4,3% nei due anni. Dopo il tracollo del 2020 (-8,9%), l’Italia rimbalza del 4,9% quest’anno e del 4,2% nel 2022 (lo 0,7 e lo 0,6% in più rispetto alle stime di aprile).

Diamo ora uno sguardo alla realtà. Secondo quanto riportato di recente da Milano Finanza, sulla base dei dati di Epfr la raccolta globale per i fondi azionari ha raggiunto nei sei mesi del 2001 il valore record di 580 miliardi di dollari. Gli strategist di Bank of America hanno stimato che, con questi ritmi, i flussi di quest’anno sarebbero superiori ai precedenti venti anni messi insieme.

In Italia agosto è stato un mese record per la raccolta di risparmio da parte delle reti di consulenti finanziari. Numeri importanti per tutte le cinque quotate italiane del settore: Anima, Azimut, Banca Generali, Banca Mediolanum e Fineco.  Nei primi sei mesi dell’anno sono arrivati nei vari prodotti del risparmio gestito 51,3 miliardi, il miglior dato semestrale dal 2017, di cui 35,82 miliardi nei fondi aperti, 2,43 miliardi nei chiusi e 13,07 miliardi nelle gestioni di portafoglio. A livello europeo gli Etf azionari hanno avuto una raccolta vicina ai 70 miliardi di dollari, un dato anche questo eccezionale.

Per alcuni gestori il lungo rally dei mercati è tale per cui forse ora sarebbe necessaria una posizione di maggior prudenza. Ad ogni modo le prospettive sono buone, a maggior ragione per chi sta prendendo in considerazione di investire in economia reale.

Il Ceo di Intesa Sanpaolo, intervistato da Milano Finanza, ha dichiarato di essere molto positivo sul trend economico, che Il Pnrr potenzierà la capacità di ripresa e di crescita delle aziende italiane andando incontro alle esigenze dei fondi e degli investitori istituzionali che hanno tutto l’interesse a investire la liquidità in circolazione sulle aziende di successo.

Non rimane altro che crederci e affidarsi ai migliori professionisti del settore utilizzando strumenti specifici, ovvero soluzioni d’investimento che cercano rendimento decorrelato rispetto al mercato come i fondi di investimento alternativi di Azimut AZ Eltif – Digital Lending, Azimut Private Debt Multistrategy 1 e Az Eltif -Peninsula Tactical Opportunity attualmente ancora in collocamento.

Paolo Calcinari Ansidei