Come hanno risposto le diverse asset class dopo 1° aumento dei tassi?

Il prossimo 17 Settembre si riunisce il Federal Open Market Committee della Federal Reserve. Le aspettative generali, nonostante la frenata dell’economia Cinese, sono per un aumento del tasso Fed di 0,25%. Si tratterebbe del 1° aumento dei tassi dal Giugno 2006 nonchè la 1° variazione dei tassi dal Dicembre 2008.
Al di là del timing, se non è Settembre sarà deciso nei successivi meeting, la domanda che si fanno in molti è la seguente: Quale è stata la risposta nel passato, in termini di performance, a distanza di 1 anno delle diverse asset class dopo che il Fomc ha deciso il 1° aumento dei tassi d’interesse?

Non senza sorpresa, dato il pesante ribasso subito fino ad ora, si scopre che il “best performer” sono le materie prime seguite dalle azioni emergenti, mentre il Dollaro ha perso valore in 4 casi su 6 (nel 1988 è risultato invariato).

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Le azioni americane hanno solitamente beneficiato di un rialzo con l’avvicinarsi della decisione, l’andamento medio ha visto in seguito un consolidando e dopo ancora rialzi.

rate increase

I tassi d’interesse governativi a lungo termine sono cresciuti mentre le obbligazioni high yield hanno registrato un periodo positivo, con calo dello spread.

rate increase - rates chg

Va ricordato che un aumento dei tassi viene deciso in quanto l’economia è in crescita, con un mercato del lavoro in salute e un inflazione in ripresa. Nel caso dell’economia Usa le prime due condizioni sono presenti mentre la terza è totalmente assente, dato che l’inflazione è sotto al target del 2% deciso dalla Fed.

Un’economia forte dovrebbe supportare la domanda di materie prime, oltre a diminuire il tasso dei default tra le aziende. Almeno questo è stato nel passato.
I grafici coprono il periodo immediatamente successivo al 1° aumento dei tassi deciso nel 1983, 1986, 1988, 1994, 1999 e 2004 (dati Allianz).

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Nessuna delle asset class è uscita vincitrice tutte le volte: rialzo azioni Usa 5 volte su 6; rialzo materie prime 4 volte su 5; rialzo azioni globali 3 volte su 4; rialzo high yield 4 volte su 6.
In tutti i 6 casi le azioni Usa hanno registrato un rialzo nei 3 mesi precedenti il 1° aumento tassi (prima della linea dello zero). Da notare che negli ultimi 4 casi dopo il 1° aumento l’S&P 500 ha perso in media il 5% per poi riprendere nuovamente il rialzo. Volendo generalizzare quindi le azioni Usa arrivano in rialzo all’appuntamento, subiscono un immediato stop/ribasso e poi riprendono a crescere.

Non solo le obbligazioni high yield hanno registrato dei rialzi, con ovvia contrazione dei rendimenti, ma anche le obbligazioni governative emergenti hanno beneficiato di un calo dello spread dopo il 1° aumento dei tassi.

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Per quanto riguarda le materie prime la situazione attuale è molto diversa rispetto al passato, soprattutto per la maggior offerta conseguente al boom di investimenti che ha accompagnato il precedente rialzo, la crescita dell’economia è accompagnata da un loro ribasso.
Una speranza per le materie prime è che si ripeta quanto successo nel 1999, quando, poco prima del 1° aumento dei tassi, il loro trend ribassista si concluse anticipando un’importante rialzo. Una condizione, unita ad un ribasso del Dollaro, che darebbe fiato alle valute emergenti e ai relativi mercati azionari.

mat prime

L’economia mondiale, dopo la crisi finanziaria del 2008, è notevolmente cambiata rispetto a quella dei precedenti 30 anni, ma la sostanza non cambia, dipende sempre tutto dagli Stati Uniti e dalla sua Federal Reserve.

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