Cresce la tensione tra i traders americani, ma forse è un bene

La ricerca di protezione (hedging) da eventuali ribassi dell’S&P 500, o per meglio dire la speculazione su di una tempesta estiva, non è mai stata così elevata come ora da 9 anni a questa parte. La prospettiva di un aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve, nella prossima riunione del Fomc a settembre, ha indubbiamente fatto crescere i timori di una fine del bull market azionario.
Bloomberg segnala che il costo delle opzioni call sul Vix, l’indice che rappresenta la volatilità delle opzioni “at the money” sull’S&P500 , ha raggiunto il livello più elevato dal 2006. In sostanza chi acquista opzioni call specula su di un rialzo del Vix, auspicandosi quindi un ribasso del mercato azionario.

I derivati sul Vix sono diventati ormai, più delle opzioni put, uno degli strumenti preferiti dai traders per proteggersi da ribassi delle azioni.
Di recente sul CBOE sono state trattate 5,9 milioni di opzioni call sul Vix e 2 milioni di opzioni put (ribassiste), quasi 3 call per 1 put.

La corsa a comprare protezione è una conseguenza del ribasso della settimana scorsa, quando il Dow Jones Industrials (appesantito da Apple e dai titoli petroliferi) ha chiuso la peggiore sequenza negativa in 4 anni. Venerdi il costo per approfittare di un rialzo del 10% del Vix ha superato di 19 punti il prezzo di una put che al contrario ha un obiettivo di ribasso del 10% del Vix.
Come detto si tratta del maggior differenziale dal 2006.

vix
In quell’occasione i ribassisti si sono visti crescere dell’11% l’S&P 500 negli ultimi 5 mesi dell’anno.
Comunque i traders attivi sulle opzioni del Vix possono ancora sperare sulla stagionalità del mese di Agosto, considerato che in questo mese si è registrato il più alto numero di variazioni giornaliere pari o superiori all’1% di tutti gli altri mesi (statistica dal 1950 di Sam Stovall, strategist a S&P Capital IQ).

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