Focus sui mercati azionari

In attesa di conoscere i risultati dell’ennesimo Eurogruppo sul destino della Grecia, il quale per ora ha confermato una difficile trattativa ma soprattutto una spaccatura tra paesi favorevoli e sfavorevoli a “Grexit” (temporanea o meno), ipotesi che gli investitori dopo il rally di giovedì e venerdì non apprezzeranno, diamo un occhiata a qualche indicatore che potrebbe aiutare a contestualizzare la recente correzione dei mercati azionari con le precedenti.

Intanto si può dire che grazie alla BCE “questa volta è diverso”, almeno per ora, per il sistema finanziario dell’area Euro rispetto alla crisi del 2011. Gli spread si sono allargati ma non vi è stata quella speculazione ribassista sui titoli di stato euro dell’estate 2011. Gli speculatori sanno che si metterebbero contro gli strumenti/armi che ora ha a disposizione la BCE (OMT, TLTRO e QE). Inoltre sul mercato interbancario non vi è stata quella tensione e sfiducia sulle banche dei paesi periferici, infatti lo spread tra il Libor e il tasso Overnight è rimasto fermo, mentre nel 2011 balzò all’1%.

A far aumentare l’avversione al rischio degli investitori ha contribuito il pesante calo della borsa cinese (Shanghai e Shenzen) che ha trascinato al ribasso tutti i mercati asiatici.
Le valutazioni delle azioni cinese, qui di seguito il price/earning mediano, avevano raggiunto in poco tempo livelli insostenebili.

Le maggiori perdite le hanno subite le azioni di classe A quotate in renminbi sul listino di Shanghai e Shenzen. Il primo indice, più rappresentativo, ha raggiunto la zona del 50% di ritracciamento fibonacci ed è rimbalzato sulla sua media mobile a 200 giorni.
L’ipervenduto giornaliero raggiunto dovrebbe per lo meno agevolare una stabilizzazione dei prezzi e un parziale recupero del recente ribasso.

Anche il Dax ha testato perfettamente la sua media mobile a 200 giorni, parte inferiore del canale ribassista formato negli ultimi 2 mesi, il rimbalzo che ne è scaturito ha impattato la media mobile a 50 giorni. Ovviamente solo il superamento della trendline ribassista, passante sui massimi decrescenti di maggio e giugno, sancirebbe la fine della fase negativa.

Anche l’S&P 500 ha avuto a che fare con la sua media mobile a 200 giorni, sulla quale ha oscillato per tutta la settimana.

I motivi per i quali si può ragionevolmente stimare un recupero del mercato Usa e quindi di quello europeo, a lui più correlato, sono i seguenti.

1) Spessore del mercato azionario Usa in estremo ipervenduto, nonostante il contenuto ribasso. Il Trin sul Nyse, indicatore che rapporta titoli al ribasso e al rialzo rispetto ai volumi in vendita e in acquisto, è balzato sopra 3,2. In pratica la pressione in vendita è stata 3 volte superiore agli acquisti.

2)  I traders hanno speculato su di un rialzo della volatilità, acquistando quantità record dell’etf rialzista sul Vix, scommettendo indirettamente su di un ribasso dell’S&P 500.

3) I traders e gli investitori hanno preferito nettamente le opzioni put (ribassiste), anche per motivi di copertura dei portafogli, alle call (rialziste), spingendo la media mobile a 10 giorni del Total Put/Call Ratio sul Cboe a livelli estremi confacenti con dei minimi dell’S&P 500.

4) Gli investitori individuali americani (AAII) rimangono pessimisti sulle prospettive dell’azionario Usa, dato che la media mobile a 8 settimane della percentuale dei rialzisti è sui livelli raggiunti nel marzo 2009.

5) Il Barometro del Sentiment (Fear & Greed Index misurato da Cnn Money), ponderazione di diversi indicatori di sentiment e di spessore sul mercato Usa, è sceso velocemente in zona di estrema paura, per poi leggermente recuperare.

L’estate, in linea con la sua stagionalità, si stà confermando molto volatile, chi avrà pazienza e sangue freddo potrebbe anche nell’immediato cogliere qualche opportunità d’acquisto.

2 thoughts on “Focus sui mercati azionari

  1. Bha… speriamo bene ! In Europa ormai ho comprato ma siccome mercoledì parto per le ferie non vorrei passare la vacanza con il tablet in mano come nel 2012 !

    Luca Orazi Inviato con iPad

    >

Rispondi