Focus sulle azioni giapponesi

Nonostante il rally dal 2013, +40% da ottobre 2014 del Nikkei, il mercato azionario giapponese rimane uno dei più convenienti tra quelli sviluppati. Oltre alla politica monetaria estremamente accomodante, altri tre fattori positivi favoriscono l’azione rialzista e quindi una sovra-performance delle azioni giapponesi nel 2015.

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Questi sono:
1) il miglioramento della governance delle aziende quotate
2) la ri-allocazione dei fondi pensione giapponesi
3) la ri-elezione del primo ministro Abe.

Per anni le aziende giapponesi hanno preferito investire in ricerca e sviluppo, piuttosto che remunerare gli azionisti con i dividendi. Non a caso il “dividend pay out ratio” (la quota degli utili distribuiti tramite i dividendi) è uno dei più bassi al mondo insieme al “dividend yield” (rapporto dividendo/prezzo).

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La re-distribuzione dei profitti agli azionisti è destinata a cambiare soprattutto dopo che quest’ultimi hanno raggiunto i massimi da 60 anni.

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Altro fattore che rafforza la possibilità di un aumento dei dividendi è il record di liquidità nei bilanci delle aziende.

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Approvato il 5 marzo, il nuovo codice di autodisciplina (governance) invita le aziende a impegnarsi con i loro azionisti, a reclutare dirigenti esterni, a riconsiderare le loro partecipazioni incrociate (tipico delle aziende giapponesi) e le attività anti-acquisizione.

Secondo l’ultimo dato del Pil del 1° trimestre 2015, l’economia giapponese è cresciuta oltre le stime con un +2,4% annualizzato. È interessante notare che i consumi privati sono cresciuti per il 3° trimestre consecutivo, tuttavia, la spesa delle famiglie è rimasta più debole di quanto non fosse prima dell’aumento dell’IVA dello scorso anno.
In sintesi, gli elementi per attendersi un proseguimento del rialzo nel breve e medio termine ci sono tutti, per il lungo termine invece rimane l’incognita sulla possibilità che la politica economica e quella monetaria riescano nell’obiettivo di fare aumentare i prezzi e l’inflazione salariale.

L’articolo è tratto da una ricerca di Fathom Consulting

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