Prosegue il rally dei bond…nessuno azzarda lo “short”

Oggi è stata la prima giornata, dopo 8 consecutive di calo, in cui i tassi d’interesse a lungo termine americani hanno registrato un rialzo. La domanda di sicurezza aveva spinto il tasso decennale del T-Note a perdere dall’inizio dell’anno il 10% fino a ieri.
La deflazione in Europa unita alla forza del Dollaro, che genera un effetto deflattivo interno, può spingere i tassi a lungo termine americani sotto i minimi del 2008 come hanno già fatto quelli dell’area euro?
Di seguito il grafico (linea nera) del rendimento del trentennale Usa e del relativo prezzo (linea verde), che ha raggiunto la parte superiore del canale rialzista di lungo termine.

tbond 30y

Il 2014 era iniziato con la generale convinzione che i tassi obbligazionari dovevano salire e che non vi erano più margini di guadagno, sappiamo che è andata diversamente, fatta eccezione per gli High Yield, con performance a doppia cifra per gli obbligazionari sui paesi sviluppati.
Dopo il recente rally chi si azzarderebbe a scommettere su di un ribasso dei bond? Secondo quanto rilevato al 5 gennaio da JpMorgan tra i suoi clienti, la risposta è nessuno. E’ infatti pari a 0 la quota di chi detiene posizioni “short” (ribassiste) sui titoli di stato Usa a lungo termine, erano il 25% a metà dicembre.

Immagine 2

L’assenza di “Active Clients” JpMorgan ribassisti sui treasurys era stata raggiunta nell’agosto 2011, contestuale alla prima crisi dell’Euro, e poi nel luglio 2012, quando si pensava, come ora, che la Grecia era prossima all’uscita dall’Euro.
Il grafico giallo è il tasso decennale Usa.

Immagine 1

Un’altro punto di svolta per i bond?

Rispondi