Investitori americani molto emotivi

Per gli investitori americani il 2015 sull’azionario nostrano è iniziato all’insegna dell’incertezza (-2,72% l’S&P 500), nettamente meglio è andata a quelli che hanno scommesso sul proseguimento del ribasso dei tassi d’interesse a lungo termine (+8,62% l’etf sui bond governativi Usa lunghi).
L’assenza di un trend di breve termine definito sulle azioni americane (in dollari) ha avuto un effetto immediato sulla propensione al rischio degli investitori americani, i quali hanno riscattato ben 20 miliardi di dollari nelle ultime 3 settimane dagli etf (SPY, SSO, IVV e VOO) che replicano l’S&P 500 .
Si tratta del 2° maggior deflusso in 3 settimane degli ultimi 5 anni. Prendendo in considerazione solo lo Spy, l’etf sull’S&P 500 più trattato e più anziano, il recente deflusso è anch’esso il 2° più elevato dopo quello del febbraio 2014.
In termini percentuali il recente deflusso è stato pari all’11% dell’asset totale dell’etf, in termini relativi il 3° maggiore degli ultimi 5 anni.

flussi etf sp500

Francamente è difficile comprendere cosa sia cambiato a livello macro-economico e fondamentale rispetto al 23 dicembre scorso, quando al contrario si concluse un periodo di flussi record in entrata sugli stessi etf, per indurre una tale fuga dalle azioni.
Forse il semplice timore di vedersi sfumare l’incremento dei prezzi degli ultimi mesi/anni ha spinto qualche investitore a consolidare i guadagni. Ma la domanda da farsi è: per andare dove? In liquidità remunerata allo 0% oppure sui treasury decennali che rendono l’1,72%?
Gli stessi investitori presto si accorgeranno che le azioni offrono ancora valore, come ad esempio i 4 titoli “large cap growth” presenti nel Dow Jones, cioè Ibm, Microsoft e Intel, i quali pagano ora un dividendo superiore al 3%, mentre Cisco System il 2,84%. E le altre multinazionali Usa non sono da meno.

Rispondi