La capitolazione è arrivata

Settimana difficile per i mercati azionari che hanno raggiunto nuovi minimi per poi mettere a segno un forte recupero nell’ultimo giorno di borsa. Il saldo settimanale degli indici alla fine non è stato poi disastroso, con il Dax che ha chiuso in rialzo +0.7%, Londra a -0.47%, Eurostoxx a -0.98%, l’S&P500 a -1%, ma sopratutto con le Small Cap e le Mid Cap americane, le più penalizzata fino ad ora, in rialzo rispettivamente del +2.8% e +1.3%.

L’apice delle vendite è stato raggiunto mercoledi, quando sono comparsi segnali di capitolazione anche sul mercato azionario Usa, accompagnati dal nuovo record del Vix balzato sopra 30.
Era dalla crisi dell’agosto 2011 che non si vedevano sul mercato Usa più di 350 “selling climaxes” in una settimana, 50 azioni dell’S&P 500 hanno registrato lo stesso pattern. Con il termine “selling climaxes” si identifica il movimento di un azione che raggiunge nuovi minimi annuali ma che poi chiude la settimana sopra i massimi della precedente, in pratica un affondo del prezzo seguito da un forte recupero.
A parte i casi riscontrati durante l’ultima crisi finanziaria , tra settembre e ottobre del 2008, un numero di “selling climaxes” sull’S&P 500 superiore a 50 negli ultimi 20 anni, ha anticipato la formazione di un minimo e una ripresa del trend rialzista.

selling climax

Ovviamente diversi analisti si sono affrettati a chiamare la fine del Bull Market e l’inizio del Bear Market. Va considerato però che nelle 9 volte in cui l’S&P 500 futures è sceso ai minimi a 6 mesi, con la sua media mobile a 200 giorni inclinata al rialzo, per poi fare un rialzo giornaliero superiore all’1%, a distanza di 6 mesi ha sempre chiuso in rialzo (+17% in media). I 9 casi sono questi: 31/01/1990 (guerra del golfo), 31/03/1994 (aumento tassi Fed), 1/09/1998 (crisi LTCM e valute emergenti), 9/08/2004, 14/06/2006, 1/07/2010, 02/07/2010, 6/07/2010 e 9/08/2011 (crisi Btp).

Ovviamente i traders e gli invenstitori, oltre a comprare opzioni put e vendere futures a termine, per speculare o coprire i portafogli (hedging) da ulteriori ribassi, vendono a termine le azioni (short). Sul mercato Usa nell’ultima settimana lo “short interest”, cioè la percentuale di azioni oggetto di prestito titoli rispetto alla capitalizzazione totale, per shortare un titolo è necessario prenderlo in prestito, ha superato i picchi registrati tra l’estate e l’autunno 2013.
Le ricoperture degli “short” hanno prima provocato il rimbalzo e poi hanno alimentato il rialzo nei mesi successivi.

short int spx

Si dovrà convivere ancora con la volatilità nei prossimi giorni, ma non è il caso di dare per finito il Bull Market.

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