Mercati sotto stress. Un’altra opportunità d’acquisto?

I mercati azionari hanno azzerato nell’arco di pochi giorni tutto il recupero realizzato dalla metà di agosto. La maggior parte delle borse europee, in particolare Francoforte e Londra, sono ora in perdita dall’inizio dell’anno, mentre l’S&P 500 (in Dollari) guadagna ancora il 3%. Sul mercato azionario americano il livello di stress degli investitori, misurato da diversi indicatori, ha raggiunto picchi storicamente elevati.
La fine di settembre e l’inizio di ottobre sta quindi confermando la stagionalità negativa dei mercati azionari e quella positiva della volatilità, anticipata nel post del 15 settembre.
Le vendite anche sul mercato azionario americano sono state generalizzate ed hanno colpito non solo le small e mid cap, già deboli da tempo, ma anche le blue chips, facendo balzare i volumi di scambio a livelli record.
Sul Nyse nelle ultime 3 settimane si sono registrati 2 giorni in cui il volume in vendita ha superato il 90% del volume totale, indicando una pressione ribassista record. I timori di ulteriori ribassi ha spinto i traders/investitori all’acquisto di opzioni put (ribassiste) e alla vendita forzata di opzioni call (rialziste), questo ha fatto balzare l’indice della volatilità implicita sulle opzioni dell’S&P 500 (Vix), che venerdi ha chiuso a +100% dai minimi di luglio. E’ la 4° volta negli ultimi 2 anni che il Vix supera quota 22%, chiudendo come altre volte oltre la sua banda di bollinger superiore, calcolata a 2 deviazioni standard dalla media a 20 giorni.

vix

Il rialzo del Vix è stato eccezionale non solo in termini assoluti ma anche in termini relativi, rispetto alla volatilità sulle opzioni dell’S&P 500 attesa a 3 mesi, misurata dall’indice Vxv.
Il rapporto tra i due indici della volatilità, uno che misura quella immediata e uno quella futura, segnala molto bene i livelli di paura sul mercato azionario Usa.
Il ratio Vix/Vxv nella giornata di venerdi ha superato i picchi massimi degli ultimi 2 anni, chiudendo anch’esso oltre la sua banda di bollinger superiore.

ratio vix vxv

Il boom di volatilità ha alimentato, insieme ad altri fattori, il ritorno del pessimismo degli investitori. Il barometro del sentiment calcolato da Cnn Money (Fear & Greed Index) ha chiuso venerdi a quota 1%, dopo aver stazionato per tutta la settimana sotto quota 5%.
Si tratta, come nel caso del Vix, di un livello che nel passato ha anticipato la fine di un ribasso e la ripresa del rialzo dell’S&P 500.

barometro

barometro graf

Sia in Europa che negli Usa, i mercati obbligazionari stanno battendo i mercati azionari. I timori di una frenata più marcata dell’economia mondiale, unita all’incertezza sulle mosse future delle banche centrali, ha alimentato l’acquisto di titoli a tasso fisso a lunga scadenza, con conseguente nuovi minimi per i tassi d’interesse. Il differenziale di performance tra l’azionario Usa e i Treasury Bond decennali, negli ultimi giorni, è crollato a -3,36 deviazioni standard dalla media storica. Si tratta di una rilevazione statistica estrema, secondo la distribuzione gaussiana, la 3° sotto -3 deviazioni standard dal crollo dei mercati post fallimento Lehman Bros, compresa quella dell’Agosto 2011.

stock bond ratio

La volatilità è destinata a rimanere ancora elevata ma prima di saltare a conclusioni catastrofiche sul futuro dei listini azionari è il caso di ricordare che il trimestre appena iniziato, l’ultimo del 2° anno del ciclo presidenziale Usa (il mandato del presidente dura 4 anni), è quello storicamente più favorevole. Se poi inizia con livelli estremi di pessimismo meglio ancora.

ciclo pres

Intanto ci si potrà consolare con un recupero parziale nella prossima settimana. Una settimana, quella delle scadenze tecniche sulle opzioni di Ottobre, risultata positiva in tutti gli ultimi 6 anni.

 

 

 

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