Prospettive per l’ultima parte del 2012?

Prendiamo spunto dall’ultimo “Global Investment Committee” mensile di Morgan Stanley per analizzare alcuni grafici interessanti in ottica bullish (rialzista) ma anche bearish (ribassista). Il tutto per affrontare gli ultimi mesi dell’anno, non avvalendosi solamente dell’analisi del sentiment o dello spessore.

1) Politica monetaria delle Banche Centrali mondiali molto espansiva – Bullish
Nei loro sforzi per sostenere la liquidità e stimolare la crescita economica, la maggior parte delle banche centrali sia dei paesi sviluppati sia di quelli in via di sviluppo hanno ripreso la politica di riduzione dei tassi di interesse, spingendoli a livelli minimi storici.

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2) Le sorprese negative dai dati economici delle principali economie sono alle spalle – Bullish
Nelle ultime settimane, dopo il peggioramento iniziato tra febbraio e marzo, i Citigroup Economic Surprise Index, che rappresentano lo scostamento dei dati economici rispetto alle previsioni, risultano in miglioramento in tutte le aree economiche.
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3) I dividendi medi offerti dai mercati azionari superano i tassi d’interesse a 10 anni Usa e del Bund – Bullish
Questo parametro di valutazione fondamentale è un importante sostegno ai mercati azionari globali.
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4) Sopra la media storica il rendimento offerto dalle obbligazioni corporate Usa Investment Grade – Bullish
Anche se i tassi delle obbligazioni corporate sono scesi, il differenziale rispetto ai titoli di stato Usa è ancora sopra la media. Notare che livelli di elevata propensione al rischio degli investitori è coinciso con un differenziale del rendimento ben al di sotto della media, fin sotto quota 100 punti base.
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5) Le obbligazioni High Yield Usa sono ancora molto attraenti – Bullish
Le obbligazioni High Yield (con rating non Investment Grade) rispetto ai titoli del Tesoro USA offrono ancora rendimenti molto superiori alla media di lungo periodo. Anche in questo caso livelli minimi di spread indicano un elevata propensione al rischio degli investitori, coincidente con massimi del mercato azionario oltre che per gli high yield. Uno spread in crescita indicherebbe poi un deterioramento della qualità del credito delle aziende, altrettanto negativo per l’azionario.
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6) Attività manifatturiera Usa in declino – Bearish
Quando l’indice ISM dei responsabili degli acquisti delle aziende Usa scende sotto 50, il settore manifatturiero è in contrazione. Negli ultimi 2 mesi l’ISM ha chiuso leggermente sotto 50.
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7) Basse valutazioni per le azioni globali rispetto alle obbligazioni e alla liquidità – Bullish
Il differenziale tra il dividendo offerto dalle azioni globali e i tassi delle obbligazioni globali e degli strumenti monetari è sceso sotto -2 deviazioni standard dalla media storica. Questo rende le azioni (sempre che si costruisca un portafoglio globale che replica l’MSCI World Index) attraenti in termini relativi rispetto alle obbligazioni e la liquidità.
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8) Le azioni europee offrono una bassa valutazione rispetto a quelle quotate a Wall Street – Bullish
Il confronto tra il prezzo/valore di libro (Price/Book value ratio) dell’indice MSCI Europe e dell’indice MSCI USA, indica che le azioni europee sono a sconto di oltre il 35%, la più bassa valutazione relativa in quasi un decennio (precedente minimo nel 1° trimestre 2003).
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A pesare sulla propensione al rischio degli investitori saranno però ancora le preoccupazioni circa la qualità, la struttura e le dimensioni dei debiti dei paesi periferici dell’area Euro. Inoltre Germania, Francia, oltre agli altri paesi della zona euro, il Regno Unito e gli Stati Uniti hanno messo in atto, chi più chi meno, misure di austerità fiscale che potrebbero incidere negativamente sulla crescita economica nel medio-lungo termine.

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