Ci si dimentica dei dividendi

Secondo Fidelity (team asset allocation) l’attuale livello dei tassi d’interesse Usa, ai minimi da 50 anni a questa parte, spingerà gli investitori a considerare più allettanti i titoli azionari che sono in grado di garantire un flusso costante di dividendi.
La tabella seguente, oltre a confermare che le azioni sono sempre state più volatili delle obbligazioni (scoperta dell’acqua calda……), mostra che alcune asset class d’investimento come le obbligazioni convertibili, i Reit (fondi immobiliari USA quotati), e le azioni ad alto dividendo hanno generato nell’ultima decade ritorni complessivi superiori a quelli dell’indice S&P 500 (dividendi compresi) con anche una correlazione inferiore.

 

Di recente il dividendo medio pagato dalle aziende presenti nell’S&P 500 ha superato il tasso offerto dal Treasury Note decennale, avvicinandosi al picco segnato durante la crisi del 2008.

 

Gli investitori dimenticano poi che una componente importante del risultato di lungo termine di un portafoglio azionario sono proprio i dividendi incassati. Addirittura il contributo alla performance complessiva dei dividendi nell’ultima decade è stata 2,5 volte quella offerta dall’apprezzamento delle azioni, penalizzate da 2 bear market consecutivi.

 

Chi è scettico sulla possibilità che gli attuali dividendi vengano confermati nei prossimi anni, pensando che vi sia di un nuovo crollo degli utili alle porte, dimentica di valutare il fatto che il “pay-out ratio” (cioè la quota degli utili totali destinati al pagamento dei dividendi) si trova ai minimi storici per quanto riguarda le azioni dell’S&P 500.

In pratica nelle casse delle aziende Usa si trova una liquidità enorme che potrebbe essere destinata nel futuro a mantenere i dividendi attuali anche in caso di un calo degli utili.

 

Non abbiamo a disposizione un’analisi uguale per le azioni europee, ma basta scorrere i listini principali (come il Dax) per trovare aziende solide, ben capitalizzate e leader nei loro settori, che pagano dividendi storicamente elevati.
Al riguardo poi esistono fondi e etf specializzati in titoli azionari europei o globali ad alto dividendo, basta cercarli estraniandosi per un’attimo dal contesto di “fine del mondo”.

 

Rispondi