Ancora un rialzo record del Vix

Dopo qualche eccesso di ottimismo che si era materializzato all’inizio del mese, vedasi ad esempio l’indicatore Put/Call ratio sul Cboe, anche il mercato azionario Usa è stato colpito dalle vendite.
I flussi in uscita dai mercati azionari ma anche dai titoli corporate high yield e Junk si sono riversati sui titoli di stato con rating elevato, il tasso del Treasury Note 10 anni è sceso sotto i minimi di metà ottobre, poco sopra il 2% (era il 3% all’inizio dell’anno), mentre il Bund decennale ha raggiunto nuovi minimi storici a 0,60%.

La fase di “risk off” (avversione al rischio) come a metà ottobre è stata caratterizzata da un nuovo rialzo record del Vix in quanto sviluppato in pochissimi giorni, .
L’indice che misura la volatilità implicita sulle opzioni dell’S&P 500 è più che raddoppiato in neppure due settimane, chiudendo più volte oltre la sua banda di oscillazione superiore calcolata a 2 deviazioni standard dalla media mobile a 20 giorni.

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Un parametro che fotografa gli estremi raggiunti negli ultimi giorni da parte del Vix è quello che lo rapporta alla sua media mobile a 20 giorni. Per 5 giorni consecutivi il Vix ha chiuso oltre il 20% dalla suddetta media mobile, non era successo neppure durante il ribasso di metà ottobre. I casi precedenti sono i seguenti: 20 Ottobre 1987, 7 Ottobre 1992,  18 Settembre 2001 e 10 Ottobre 2008.
Tutte le 4 date fanno venire in mente, a chi ha un minimo di memoria storica del mercato Usa, periodi di grandi ribassi/crolli e di elevato pessimismo. I mesi successivi si sono rivelati poi ben altra cosa.

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