Boom di dividendi per le aziende USA

In un recente report di FactSet viene evidenziato che il numero di aziende quotate nell’S&P 500 che pagano un dividendo ha raggiunto il picco massimo degli ultimi 12 anni,  393 alla fine del 4° trimestre 2011.
Il totale dei dividendi pagati da queste aziende nel 2011 hanno raggiunto la cifra di 260,8 miliardi di dollari, una crescita rispetto all’anno precedente del 16,1%.
Le aziende del settore finanziario, materiali di base e tecnologia hanno registrato i maggiori incrementi anno su anno dei dividendi per azione (40%, 28,4% e 23,5% rispettivamente). È interessante notare che la maggioranza (53,5%) delle aziende nel settore tecnologico hanno pagato un dividendo nel 201, rispetto al 17,9% del luglio 2002, un segnale evidente che questo settore è in piena maturazione.

Uno dei motivi principali per cui gli investitori devono guardare ai dividendi di una società è per comprendere meglio la crescita futura attesa degli utili. 
Ad esempio se un’azienda presenta una crescita costante del 10% del dividendo, senza indebitarsi per sostenere il tasso di crescita dei dividendi oppure senza aumentare il “payout” (percentuale degli utili distribuiti tramite i dividendi), si può affermare che gli stessi utili dell’azienda sono in crescita del 10% annuo.

Questo tipo di affermazione, verificata con dei back-test, vale però se si esclude dal campione di aziende dell’S&P 500 le società finanziarie (banche comprese) e le aziende farmaceutiche. Infatti, l’insieme di aziende che ha registrato la maggior crescita del dividendo (1° quartile) hanno poi sotto-performato l’indice S&P 500 Total Return (dividendi compresi), mentre le aziende presenti negli altri 3 quartili hanno fatto meglio dell’S&P 500.
L’influenza negativa sul settore farmaceutico delle nuovi leggi Usa e le difficoltà del settore finanziario, conseguenza dello scoppia della bolla immobiliare, sono note a tutti, non si può quindi evitare di considerare i fattori macro che possono influenzare negativamente (o positivamente) un settore e di conseguenza i relativi dividendi.
I grafici colorati rappresentano l’extra-performance del gruppo di aziende rispetto all’S&P 500.

Altro fattore da non sottovalutare riguardo alle aziende Usa è il fatto che le stesse presentano livelli elevati di liquidità nei bilanci con un rapporto di “payout” storicamente ancora molto basso. Si può quindi scommettere su di un trend di crescita dei dividendi non tanto in conseguenza della crescita degli utili ma per l’aumento del “payout”.

Certamente una modifica della tassazione dei dividendi per le partecipazioni qualificate, ora al 15% (ai minimi dal 1980), potrebbe penalizzare queste aziende, come osservato in un recente articolo del Wall Street Journal. In questo caso un aumento del “payout” sarebbe scontato.
Performance etf DJ Select Dividend rispetto all’etf Spy (S&P 500) ultimi 3 anni.

 

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