L’Euro prossimo alla fine?

Sui report degli analisti, delle società di gestione internazionali, ma soprattutto su quotidiani, negli ultimi giorni si parla con insistenza di “fine dell’Euro” o di uscita di alcuni paesi, compreso l’Italia, dalla moneta unica.

Due importanti settimanali europei, il britannico The Economist e il tedesco Der Spiegel, sono usciti con una copertina che mette in serio dubbio la sopravvivenza dell’Euro.

Due classici “Cover Indicator” che in particolare The Economist ci ha abituato a vedere nei periodi di crisi, che però poi si sono rivelati nel medio-lungo termine delle valide opportunità, come quella del Febbraio 2003.
 
 
 
 
 
Nel frattempo, in base ai dati delle posizioni futures dei Cot comunicate ieri dalla CFTC, la posizione netta ribassista dei Large Speculators (hedge funds e fondi) ha raggiunto un livello record che non si vedeva dall’inizio di giugno 2010 quando l’Euro/Dollaro raggiunse un minimo sotto quota 1,20.
 
 
 
Insomma il consenso generale è che l’Euro sia destinato a soccombere, o per lo meno a perdere ancora molto del suo valore, e nello stesso tempo la speculazione ribassista è su livelli elevati, in termini “contrarian” è un segnale (forse l’unico) a favore della moneta unica europea per i prossimi mesi.

 

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