Fine del mondo "finanziario" rimandata?

La fine del mondo “finanziario” non c’è stata, le cassandre (Roubini e company) anche questa volta, con le loro apparizioni in Tv e interviste sui giornali, hanno rappresentato un segnale che il peggio (dal punto di vista dei prezzi azionari notoriamente anticipatori) era alle spalle.
Da quando sono proliferati gli etf (anche a leva) e il maggior utilizzo dei futures da parte degli istituzionali, oltre che di sistemi automatici di trading, a ribassi record fanno seguito rialzi record, sarà bene ricordarselo nel futuro.

 

Nel post blog del 7 ottobre erano elencati, prendendo spunto da un’ottimo report dello strategist di JPMorgan, 10 motivi per essere Bullish.
L’approccio “contrarian” durante la crisi del 2008 è stato messo a dura prova, ma come nell’estate 2010 è tornato a rappresentare un valido supporto, abbinato all’analisi tecnica e a quella fondamentale, per meglio ponderare le decisioni d’investimento soprattutto di medio termine.
Non ci si deve quindi sorprendere dei forti rialzi registrati dagli indici azionari, superiori al 20%, dai minimi di settembre.
Chi cercava rifugio sui titoli di stato tripla AAA (Bund) o nel dollaro, o peggio chi speculava al ribasso immaginandosi uno scenario stile 2008, si trova ora con delle perdite.
Dopo i rialzi record di ieri, non solo sull’azionario ma anche sulle materie prime, troviamo i Daily Sentiment Index sui futures relativi che si sono spinti oltre la zona della neutralità.
Il DSI sull’S&P 500 ha raggiunto quota 61, contestuale al test del futures sulla media mobile a 200 giorni.
Nel periodo ottobre-dicembre 2010 il DSI ha oscillato tra quota 75 e 90 accompagnando il trend rialzista, che ora pare sia appena iniziato.
Più attardato, non solo dal punto di vista dei prezzi, il sentiment sull’azionario area euro con il relativo DSI che ieri ha chiuso a quota 47, anche in questo caso siamo lontani da livelli che inducono alla prudenza.
A ruota segue il sentiment sulle materie prime, le quali, in seguito all’allontanamento di timori di “hard landing” sull’economia Cinese, hanno registrato anche loro un’importante recupero.
Il sentiment invece sui futures delle asset class “sicure”, Bund e T-Note, ha subito un netto peggioramento che però a ieri si posiziona ancora sopra la zona neutrale.
Rimbalzi di brevissimo termine ci potranno essere ma saranno delle occasioni per vendere e non per confidare in un ritorno del trend rialzista, per questo si dovrà attendere che il DSI sul Bund scenda sotto quota 10.
Il DSI sull’euro-dollaro ha intercettato molto bene il minimo dell’euro d’inizio ottobre, anche in questo caso il pessimismo estremo raggiunto ha favorito il recupero della moneta unica, che ha elevate probabilità di tornare sui massimi dell’anno.
Dal punto di vista del sentiment lo spazio di crescita delle asset class rischiose (soprattuto azionari europei, Dax e Eurostoxx in primis) è ancora molto elevato prima che si raggiungano livelli di ottimismo estremi.
Intendiamoci i problemi dell’area euro, bassa crescita e debito elevato, non sono stati spazzati via, ma l’azionario, considerato il recente estremo pessimismo raggiunto e gli utili delle aziende superiori alle stime oltre che la tenuta dell’economie emergenti, appare il migliore posto dove investire per i prossimi 3-4 mesi.

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